corpo

Excursus arte e intercultura

PAUL GAUGUIN
In lotta per la sopravvivenza e soffocato dalle convenzioni morali, Gauguin cerca un nuovo mondo
in cui la cultura sia ancora preservata dagli effetti della civiltà. Rifiutato dalle grandi esposizioni
ufficiali, è invece venerato negli ambienti artistici parigini ma, sentendosi alle strette sia fra le
maglie degli impressionisti che dei sintetisti, decide dopo innumerevoli viaggi lo spostamento
definitivo nelle isole della Polinesia. In Noa-Noa, il suo giornale di viaggio sull'isola, scrive: «la
civiltà mi sta lentamente abbandonando. Comincio a pensare con semplicità, a non avere più odio
per il mio prossimo, anzi ad amarlo (..) con la certezza di un domani uguale al presente, così
libero, così bello, la pace discende in me; mi evolvo normalmente e non ho più vane
preoccupazioni». In realtà il denaro comincia a scarseggiare ma per Gauguin è più forte
l'entusiasmo per la scoperta di un mondo nuovo che sembra averlo atteso da sempre. Si documenta
sulle credenze indigene e sulle loro manifestazioni artistiche; crea sculture in legno e in ceramica
rappresentanti dei e idoli maori; libero da scrupoli filologici tenta così di ridare vita con le immagini
alla tradizione religiosa tahitiana in via di estinzione.

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