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La sfida del rapporto

Non abbiamo intenzione di proporre un saggio sull’interpretazione musicale né di addentrarci in riflessioni di carattere sociologico. Tanto di questa materia, su questi e altri argomenti e su tutto ciò che muove l’universo musicale, sarà oggetto del dialogo che avremo tra tutti in questi pochi giorni. Vorremmo però dare uno spunto alla riflessione ed al dialogo dando uno sguardo su quelle relazioni che costituiscono e determinano il “fatto musicale”, come: Compositore-Interprete, Interprete-Pubblico, Interprete -Strumento, rapporto nella musica d’insieme…etc.

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La musica e l'esperienza del tempo

Tra le questioni che la musica ha posto con maggiore insistenza ai suoi ascoltatori, vi è quella relativa al tempo. Che cos’è il tempo? qual è il nostro modo di concepirlo? è una domanda assolutamente fondamentale (qualcuno dice: è “la domanda” della filosofia), e la musica sembra possederne in qualche modo il segreto.

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DENTRO LA MUSICA

La musica in se stessa ci fornisce già l’immagine di una società migliore: una società di uguali, ognuno con il proprio ruolo. Chi è musicista conosce la straordinarietà dell’esperienza del suonare assieme, che fa sì che due persone prima estranee, poi si sentano “uguali”.
Ma di che tipo di uguaglianza si tratta? Senz’altro non l’uniformità; ciò che sento è che chi suona con me è un altro me stesso, che la sua voce non annulla la mia ma la arricchisce. Come nella polifonia. Qui la musica ci mostra l’unica dimensione nella quale sia possibile la simultaneità di discorsi differenti, il cui intreccio, invece di creare un effetto di annullamento reciproco, che sembrerebbe inevitabile, dice molto di più e meravigliosamente.

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INFINITI TONI

“Il Padre dice: “Amore” in infiniti toni e genera la Parola, che è amore, dentro di Sé, il Figlio, ed il Figlio quale è, eco del Padre, dice “Amore” e torna al Padre! Ma tutte le anime che sono nel Seno del Padre (… essendo “Gesù”) rispondono all’eco del Padre [= rispondono al Padre], anzi sono anche esse Parola del Padre, che risponde al Padre… Così tutto il Paradiso è un canto che risuona d’ogni dove: “Amor, amor, amor, amor, amor, amor…””

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ALCUNI CENNI SULLA MUSICA COME ESPRESSIONE E PARTECIPAZIONE DI GESU' IN MEZZO A NOI

La musica è forse una delle arti che più facilmente si presta a divenire "espressione" e "partecipazione" della presenza di Dio fra gli uomini, proprio per la sua prerogativa di arte "temporale" ed "astratta". Vediamo in che senso. La musica, dice Von Balthasar, contribuisce, in quanto è arte, a “dare forma” al divino. E lo fa proprio a motivo della singolarità della sua forma...nel modo puù immediato e penetrante. Il divino, spiega Von Balthasar, “non vi si nasconde in modo del tutto congruente: la supera e sembra agire qui non tanto come forma, ma direttamente tramite la forma, come attraverso un velo sottile".

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Excursus arte e intercultura

PAUL GAUGUIN
In lotta per la sopravvivenza e soffocato dalle convenzioni morali, Gauguin cerca un nuovo mondo
in cui la cultura sia ancora preservata dagli effetti della civiltà. Rifiutato dalle grandi esposizioni
ufficiali, è invece venerato negli ambienti artistici parigini ma, sentendosi alle strette sia fra le
maglie degli impressionisti che dei sintetisti, decide dopo innumerevoli viaggi lo spostamento
definitivo nelle isole della Polinesia. In Noa-Noa, il suo giornale di viaggio sull'isola, scrive: «la
civiltà mi sta lentamente abbandonando. Comincio a pensare con semplicità, a non avere più odio
per il mio prossimo, anzi ad amarlo (..) con la certezza di un domani uguale al presente, così
libero, così bello, la pace discende in me; mi evolvo normalmente e non ho più vane
preoccupazioni». In realtà il denaro comincia a scarseggiare ma per Gauguin è più forte
l'entusiasmo per la scoperta di un mondo nuovo che sembra averlo atteso da sempre. Si documenta
sulle credenze indigene e sulle loro manifestazioni artistiche; crea sculture in legno e in ceramica
rappresentanti dei e idoli maori; libero da scrupoli filologici tenta così di ridare vita con le immagini
alla tradizione religiosa tahitiana in via di estinzione.

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“Siamo partiti senza conoscere Oropa, França e Bahia”…

Stanotte ti ho cercato nei tuoi versi, ma non c'eri. Infatti già dalla prima volta che ti conobbi mi scrivesti una "poesia": dicesti di distruggerla - come tutte le cose tue, che del resto adesso conservo. Parlasti fino a notte tarda ed io ascoltavo. Ma le stelle, il fresco della sera in montagna mi rimasero negli occhi a lungo senza farmi dormire, e le tue parole generarono altre parole.

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