Alcuni anni fa, durante un periodo di indifferenza verso qualsiasi discorso religioso, ho conosciuto alcune persone che cercavano di vivere il Vangelo nella vita di tutti i giorni; fu una scoperta molto importante per me, ha cambiato completamente il mio modo di vivere , soprattutto come artista.
Ora vi racconto due episodi in cui ho sperimentato la felicità nel vivere non alla mia maniera ma cercando la ”Volontà di Dio”.
Avevo deciso di partecipare ad un concorso pianistico nazionale, ma il periodo della preparazione
era stato caratterizzato da avvenimenti importanti nella mia vita: le mie due amiche con le quali vivevo a Treviso e a cui ero molto legata avevano fatto scelte che le portavano a spostarsi in altre città e la casa dove abitavamo doveva essere riconsegnata urgentemente ai proprietari.
Oltre al dolore del distacco c’era anche da affrontare il trasloco che da un punto di vista fisico comportava notevole sforzo per le mani e per le braccia, sforzo assolutamente sconsigliabile per chi suona uno strumento, specialmente prima di un concorso.
Ma capivo che tutto quello che succedeva era una precisa volontà di Dio, sia per me che per le mie amiche, che io dovevo accettare pienamente
Si arriva alla vigilia del concorso e io non mi sento preparata : sono scoraggiata e penso perciò di rinunciarci.
Ne parlo con due colleghi pianisti con cui c’è una grande stima reciproca e un grande affetto.Mi chiedono in quel momento di eseguire tutto il programma e io mi affido al loro giudizio.
Malgrado si rendano conto che il mio stato d’animo si riflette negativamente sull’esecuzione, mi incoraggiano a fare il concorso.
Non era questa la risposta che volevo sentire, ma per la fiducia che avevo nei loro confronti , dovevo seguire quello che mi dicevano.
Avvertivo che in qualche modo Dio voleva farmi capire la Sua volontà attraverso loro.
L’indomani mattina, accompagnata da uno dei due, mi presento all’appello del concorso.
Viene stilato il calendario delle prove e io risulto alle ore 19:00. E’ un orario perfetto:la sera è per me, come per tutti i musicisti, il momento migliore per esprimermi.
Ma subito dopo si presenta un concorrente in ritardo che, secondo il regolamento, la commissione vorrebbe escludere dal concorso.
La situazione mi sembra assurda , mi viene in mente che anche io potrei trovarmi al suo posto e questo mi spinge a farmi avanti, proponendo di cedere il mio orario a lui.
Il presidente della commissione rimane stupito e pubblicamente dice che grazie al mio gesto di generosità il candidato può partecipare al concorso.
La mia prova però risulta alle 9:00 dell’indomani: un orario pessimo; ma …………
Questo giorno in più a disposizione si rivela però utilissimo per mettere a punto la mia preparazione: mi vengono in mente nuove idee sull’interpretazione dei pezzi e riesco anche a perfezionare alcuni passaggi tecnici.. A fine giornata ho la sensazione di aver fatto fino in fondo la mia parte e questo.sentimento mi toglie la tensione.
Il giorno dopo suono e con mia grande sorpresa e gioia mi viene assegnato il 1° Premio.
La prima cosa che ho fatto è stato comunicare la notizia al collega assente e a tutte le persone che mi erano state vicine.
Spesso l’artista è costretto a fare un lavoro individuale, ma questa esperienza ho sentito che non riguardava solo me, era una“Vittoria” di squadra, è la felicità è stata molto più grande.
Un altro episodio che mi ha colpito particolarmente , è stato in occasione della preparazione per un concerto importante.
Quattro giorni prima del concerto, con Michele, mio futuro marito, apprendiamo la notizia della tragica morte di suo papà.
È un momento difficile; io sento che malgrado tutto, devo essere totalmente disponibile, non solo per le esigenze pratiche, ma soprattutto per esprimere silenziosamente il mio amore per Michele e la sua famiglia.
Anche lui è un pianista, concertista, ed entrambi sappiamo che neanche un fatto cosi grave può giustificarci agli occhi del pubblico in caso di una “cattiva” esecuzione.
Suonare uno strumento richiede un allenamento quotidiano sia fisico che mentale , e per i solisti, anche mnemonico.
Proprio per i motivi elencati , gli ultimi giorni prima del concerto sono molto importanti, e lui, consapevole di questo, mi invitava a studiare comunque. A volte intuisco che fare la Volontà di Dio vuol dire scegliere ciò che si sente giusto in fondo al cuore, rinunciando
anche a ciò a cui si tiene di più, per amare meglio gli altri. La preoccupazione per il concerto ogni tanto riemergeva, ma era più forte quel “vivere col cuore ogni momento”, senza preoccuparmi troppo del futuro. Michele rimase colpito della mia decisione.Ogni attimo di quei giorni vissuti insieme fu importantissimo; ogni sfumatura di sentimenti, condivisa, rafforzò notevolmente il nostro rapporto.
Il concerto si svolgeva di mattina, e solo 2 ore prima potei esercitarmi sullo strumento: ero confusa, le mani poco agili, non riuscivo a concentrarmi. Mi informarono anche che in sala sarebbe stato presente anche il critico musicale del quotidiano più importante della zona.
Poco prima dell’inizio vidi arrivare la famiglia di Michele, che prima di allora non era mai venuta a sentimi.
Mi manifestavano tutta la solidarietà, rimasi molto colpita, non me lo aspettavo. L’esperienza dei giorni precedenti ci aveva uniti, e il loro gesto
ne era una conferma.
Il concerto andò molto bene, la sala era gremita, quel critico che io tanto temevo , fra le altre cose scrisse: ”pianismo tecnicamente solido, lucida concezione formale,tocco nitido e minuziosamente variegato, lettura interpretativa stilisticamente convincente….ecc”.