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aggiornato al 17 giugno 2009

 
   
 

“Storie e voci"
prospettive interculturali dell’arte

Convegno internazionale
per operatori d'arte

12 - 14 giugno 2009
Castel Gandolfo - Roma


ATTI DEL CONVEGNO

 

Englih Italiano Espanol
 
 

TEA LUSSO - pianista

 

Alcuni  anni  fa, durante  un  periodo  di  indifferenza  verso  qualsiasi  discorso  religioso,  ho  conosciuto  alcune  persone  che  cercavano  di  vivere il  Vangelo  nella  vita  di  tutti  i  giorni; fu  una  scoperta  molto  importante  per  me, ha  cambiato completamente  il  mio  modo  di  vivere , soprattutto  come  artista.

Ora  vi  racconto  due  episodi  in  cui  ho  sperimentato  la  felicità nel  vivere  non alla mia maniera ma cercando la ”Volontà  di  Dio”.  
Avevo deciso di partecipare ad un concorso pianistico nazionale, ma il periodo della preparazione
era stato caratterizzato da avvenimenti importanti nella mia vita: le mie due amiche con le quali vivevo a Treviso e a cui ero molto legata avevano fatto scelte che le portavano a spostarsi in altre città e la casa dove abitavamo doveva essere riconsegnata  urgentemente ai proprietari.
Oltre al dolore del distacco c’era anche da affrontare il trasloco che da un punto di vista fisico comportava notevole sforzo per le mani e per le braccia, sforzo assolutamente sconsigliabile per chi suona uno strumento, specialmente  prima di un concorso.
Ma capivo che tutto quello che succedeva era una precisa volontà di Dio, sia per me che per le mie amiche, che  io  dovevo  accettare  pienamente
Si arriva alla vigilia del concorso e io non mi sento preparata : sono scoraggiata e penso perciò di rinunciarci.
Ne parlo con due colleghi pianisti con cui c’è una grande stima reciproca e un grande affetto.Mi chiedono in quel momento di eseguire tutto il programma e io mi affido al loro giudizio.
Malgrado si rendano conto che il mio stato d’animo si riflette negativamente sull’esecuzione, mi incoraggiano a fare il concorso.
Non era questa la risposta che volevo sentire, ma per la fiducia che avevo nei loro confronti ,   dovevo seguire quello che mi dicevano.
Avvertivo che  in qualche modo Dio voleva farmi capire la Sua volontà attraverso loro.
L’indomani mattina, accompagnata da uno dei due, mi presento all’appello del concorso.
Viene stilato il calendario delle prove e io risulto alle ore 19:00. E’ un orario perfetto:la sera è per me, come per tutti i musicisti, il momento migliore per esprimermi.
Ma subito dopo si presenta un concorrente in ritardo che, secondo il regolamento, la commissione vorrebbe escludere dal concorso.
La situazione mi sembra assurda ,  mi  viene  in  mente che  anche  io  potrei  trovarmi  al  suo  posto  e  questo  mi  spinge  a  farmi  avanti, proponendo  di cedere il mio orario a lui.
Il presidente della commissione rimane stupito e pubblicamente dice che grazie al mio gesto di generosità il candidato può partecipare al concorso.
La mia prova però risulta alle 9:00 dell’indomani: un orario pessimo; ma …………
Questo giorno in più a disposizione si rivela però utilissimo per mettere a punto la mia preparazione: mi vengono in mente nuove idee sull’interpretazione dei pezzi e riesco anche a perfezionare alcuni passaggi tecnici.. A  fine  giornata  ho  la  sensazione  di  aver  fatto  fino  in  fondo  la  mia  parte  e  questo.sentimento  mi  toglie  la  tensione.
Il giorno dopo suono e con mia grande sorpresa e gioia mi viene assegnato il 1° Premio.
La  prima  cosa  che  ho  fatto  è  stato  comunicare  la  notizia  al  collega  assente  e  a  tutte  le  persone  che  mi  erano  state  vicine.
Spesso  l’artista  è  costretto  a  fare  un  lavoro  individuale, ma  questa  esperienza  ho  sentito  che  non  riguardava  solo  me,  era  una“Vittoria” di  squadra, è  la  felicità  è  stata  molto  più  grande.
 
Un  altro  episodio  che  mi  ha  colpito  particolarmente ,  è  stato  in  occasione  della  preparazione  per  un  concerto  importante.
Quattro  giorni  prima  del  concerto, con  Michele,  mio  futuro  marito,  apprendiamo  la  notizia  della  tragica  morte  di  suo  papà.
È  un  momento  difficile; io  sento  che  malgrado  tutto,  devo  essere  totalmente  disponibile,  non  solo  per  le  esigenze pratiche,  ma  soprattutto  per  esprimere  silenziosamente  il  mio  amore  per  Michele  e  la  sua  famiglia.                         
Anche lui  è  un  pianista,  concertista, ed  entrambi  sappiamo  che  neanche  un  fatto  cosi  grave può giustificarci agli occhi del  pubblico in caso di una “cattiva” esecuzione.
Suonare  uno  strumento  richiede  un  allenamento quotidiano sia  fisico  che  mentale ,  e  per  i  solisti, anche  mnemonico.
Proprio  per  i  motivi  elencati , gli  ultimi  giorni  prima  del  concerto  sono  molto  importanti,  e  lui,  consapevole  di  questo,  mi  invitava  a studiare  comunque. A  volte  intuisco  che  fare  la  Volontà  di  Dio  vuol  dire  scegliere  ciò  che  si  sente  giusto  in  fondo  al  cuore,  rinunciando
anche  a  ciò  a  cui  si  tiene  di  più,  per  amare  meglio  gli  altri. La  preoccupazione  per  il  concerto  ogni  tanto  riemergeva,  ma  era  più  forte quel  “vivere  col  cuore  ogni  momento”,  senza  preoccuparmi  troppo del  futuro. Michele  rimase  colpito  della  mia  decisione.Ogni  attimo  di  quei  giorni vissuti  insieme  fu importantissimo;  ogni  sfumatura  di  sentimenti,  condivisa,  rafforzò  notevolmente  il  nostro  rapporto.
Il  concerto  si  svolgeva  di  mattina,  e  solo  2  ore  prima  potei  esercitarmi  sullo  strumento:  ero  confusa,  le  mani  poco  agili, non  riuscivo a concentrarmi. Mi  informarono  anche  che  in  sala  sarebbe  stato presente  anche  il  critico  musicale  del  quotidiano  più  importante  della  zona.
Poco  prima  dell’inizio  vidi  arrivare  la  famiglia  di  Michele,  che  prima  di  allora  non  era  mai  venuta  a  sentimi.
Mi  manifestavano  tutta  la  solidarietà,  rimasi  molto  colpita,  non  me  lo  aspettavo. L’esperienza  dei  giorni  precedenti  ci  aveva uniti,  e  il  loro  gesto
ne  era  una  conferma.
Il  concerto  andò molto bene,  la  sala  era  gremita, quel  critico  che  io  tanto  temevo , fra  le  altre  cose  scrisse: ”pianismo  tecnicamente  solido,  lucida  concezione  formale,tocco  nitido  e  minuziosamente  variegato,  lettura  interpretativa stilisticamente  convincente….ecc”. 

 

 
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