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aggiornato al 17 giugno 2009

 
   
 

“Storie e voci"
prospettive interculturali dell’arte

Convegno internazionale
per operatori d'arte

12 - 14 giugno 2009
Castel Gandolfo - Roma


ATTI DEL CONVEGNO

 

Englih Italiano Espanol
 
 

SARA FINCH - attrice
Esperienze facendo teatro

In un particolare momento della mia vita ho capito che l’arte ha il suo posto al servizio dell’umanità – ma tutto dipende da come la si vive. Un regista Inglese, Mick Gordon ha detto del suo lavoro ‘l’amore e’ quello che conta, non mi interessa altro. Il mistero dell’amore e’ la cosa più grande.

Andavo ancora a scuola quando ho fatto un’esperienza fondamentale per me. Mi trovavo in un posto molto bello, in Inghilterra, accanto ad un fiume e la natura intorno cantava. Ho messo le mani nell’acqua, non perché avevo sete, non perché avevo caldo, ma sentivo il bisogno di farmi uno con quella natura, di ‘partecipare’ a quella bellezza. Facendo questo, sentivo una pienezza di Vita in me e fuori di me, un essere uno con questa natura incantevole, mi sentivo piena, piena di quest’amore. La vera bellezza e’ un’espressione d’amore. Lì ebbi un’intuizione: questa Vita, quest’amore che quasi toccavo, era ciò che -  facendo teatro -  dovevo e volevo comunicare, condividere. 
CS Lewis scrive: ‘Non vogliamo, soltanto, vedere la bellezza. Vogliamo qualcos’altro che a stento può essere messo in parole, essere unito alla bellezza che vediamo, passarci dentro, riceverla per poterci bagnare e diventarne parte.’
Forse questa e’ un esigenza che sentiamo tutti: per me e’ la spinta che mi crea come artista..

Lavorando a New York, ho visitato nella Cattedrale Episcopaliana, l’angolo dei poeti. Una frase mi ha colpito: ‘The nearer a writer gets to life, the greater he becomes as an artist’.  ‘Più uno scrittore si avvicina alla vita, più diventa grande artista’.
Ho sempre sentito che la vita ed il lavoro sono un’unica cosa, e che più si cresce come persona, più cresce la propria arte. Infatti credo fortemente che il nostro lavoro è frutto della nostra vita, e se ho difficoltà nella vita, trovo quelle stesse difficoltà nel lavoro.
Mi ricordo le prime esperienze con gli altri studenti alla scuola di teatro: cercare di  non perdere la pazienza quando un altro attore faceva un sbaglio ecc.. Logicamente fallivo tante volte!! 
Ad esempio, nel mio primo lavoro, ricordo un certo spettacolo, stavamo cantando e ballando, l’attore accanto a me ha spostato una sedia sulla quale io dovevo saltare, a rischio di cadere.  Dentro di me una rabbia!  Ma – mi accorgevo -  che se lasciavo spazio a quella rabbia, non c’era più né armonia, né vita sul palco. Così, d’ impeto, butto via la rabbia… e non sono caduta!

Stranamente alcune persone dicono che un attore deve essere egoista.  Io penso che sia vero l’opposto. L’attore, deve sapere sparire, perché il personaggio prenda lo spazio. Il mio ‘io’ muore, per far posto ad un altro: al personaggio.

Ho lavorato un anno con una delle compagnie importanti  del Inghilterra. Questa
Compagnia aveva appena traslocato in un nuovo teatro e c’erano tante difficoltà. Il regista (molto noto) ha chiamato tutta la compagnia (circa 60 -70 persone) e ci ha confidato un suo sogno: tutti dovevano sentire la compagnia come propria e i vari componenti lavoravano insieme per la stessa meta e per il bene comune. Volevo scrivere a lui per dire che questa era anche mia visione per la compagnia: ma poi ho pensato era meglio vivere per costruire ciò che lui sognava!  Ho cominciato con piccole cose, cercando di creare rapporto con una  compagna di camerino un ruolo suo era stata tolto a lei e dato a me.  Non era certo un inizio promettente per un’amicizia! Sono andata dal  responsabile, facendo presente l’indelicatezza. Il capo non ha cambiato la sua idea, ma la mia compagnia ha capito che volevo il suo bene…  Col tempo siamo diventate grandi amiche. E pur non avendo nessuna fede mi ha citato una frase che l’ ha aiutata tanto nella vita: “Dove non trovi l’amore, metti l’amore, e troverai l’amore.” (S. Giovanni della Croce). Poco a poco si costruivano bei rapporti cercando di  superare  gli ostacoli.

Inoltre, in un nuovo spettacolo, c’erano delle scene che non mi sarei aspettata da questa compagnia, e dovevo essere coinvolta anch’io. Sono andata a protestare con un capo ‘casting’.  Poi ho cercato di capire cosa pensassero i miei colleghi e alla fine tutti hanno protestato. Così è cambiato lo spettacolo e soprattutto c’era un forte rapporto tra noi attori.
A volte ci sono due mondi tra tecnici e attori. Abbiamo iniziato a guardare anche a loro, ad esempio procurando un Thermos per le notti in cui dovevano lavorare…  Nell’ultimo spettacolo  li abbiamo invitati sul palco per ricevere insieme l’applausi del pubblico…  Il regista alla fine della stagione ci ha detto: “Voi avete fatto diventare il mio sogno realtà”.

Sono stata un paio di volte a Los Angeles dove ho incontrato persone che vogliono portare valori ed amore nei film, posso dire di aver sperimentato un altro ‘volto’ di Hollywood. Ho lavorato per uno di questi film, che accompagna il Narnia film per un DVD. Era una collaborazione meravigliosa, c’era un intesa che facilitava il lavoro. Ho appena visto i risultati e ne è uscito un lavoro proprio bello. Si sente che si sta aprendo un nuova epoca e tocca noi crearla.

Più di 10 anni fa, con alcuni attori, musicisti ecc. abbiamo formato una compagnia ‘The Lions part’. Era nata da un desiderio comune, di poter creare le opere che volevamo noi. Si lavora a base di progetti. Siamo di diverse ideologie o credo, e siamo molto diversi! Una volta dovevamo scrivere una descrizione della compagnia.  Un attore – forse quello da cui meno si aspetterebbe -  ha detto ‘quello che ci distingue è l’amore, l’amore nel nostro lavoro e l’amore con chi si lavora’.
Ogni sera, prima di salire sul palco ci dicevamo ‘All for one and one for all’, ‘Tutti per uno, uno per tutti’: voleva dire qualunque cosa succede sul palco siamo pronti a fare tutto per l’altro.

Prima di Natale la  nostra compagnia ha fatto uno spettacolo al Globe Theatre (la ricostruzione del teatro originale di Shakespeare). Era un pezzo originale tratto dal mito tradizionale di San Giorgio e il dragone (molto Inglese!). Sì, come sempre, nelle prove ci sono momenti difficili, ma, una volta superati, si avverte l’effetto di questo pezzo sul pubblico. La regista ha detto ‘era bontà’ che traboccava sul pubblico ed era vista da quasi 13.000 persone. Si condivideva ogni attimo col pubblico che ringraziandoci usava queste parole:  ‘magico’, ‘gioioso’. Dopo Natale abbiamo fatto un altro spettacolo, coinvolgendo altri attori e amici della nostra compagnia. Uno di questi mi ha detto:‘Fa bene all’anima lavorare con voi, c’e’ bonta’, c’e’ purezza’. E un’attrice venuta da lontano per aiutare: ‘avevo bisogno di stare con voi, questo è nutrimento per me’. Veramente l’amore tocca tutti!

Forse, per finire vi devo raccontare di un lavoro appena iniziato, in cui mi è stato chiesto di fare la regista. Si tratta di un lavoro svolto in collaborazione con il compositore, due artisti di arti visive, la scrittrice, ballerini e attori. Non e’ un’impresa facile...ogni settore vuole essere al centro vedendo la propria importanza!. Ad un incontro preparatorio mi sono accorta che la scrittrice aveva timore che la sua  opera venisse cambiata.  Ho potuto dire che in questo lavoro forse ognuno dovrà perdere qualcosa per comporre insieme il progetto migliore. E che ogni cosa bella che si crea ha un prezzo, non viene ‘gratis’, e che ci saranno delle difficoltà... Infatti ogni interpretazione che ho fatto nella mia carriera e’ nata con difficoltà, con un ‘parto, si potrebbe dire.
Qualcuno una volta l’ha paragonata ad un chiodo che si cerca di mettere nel muro con un martello, all’inizio entra bene, poi arriva il momento della resistenza, non entra più, sembra impossibile...poi, col tempo e tra difficoltà, entra...e a quel punto ci chiede ‘dove era la difficoltà?’  Ma c’e’ sempre quel punto...magari e’ proprio lì dove bisogna lavorare con più impegno, e amore anche questo dolore artistico.  Ed è qui che un altro Amore, un Amore più alto entra nel lavoro. Così quello che si fa sul palco non é più limitato ma ha un’altra dimensione!

Mi sono ricordata Jean Louis Barrault, attore Francese,  che esprime così le sue aspirazioni sul palco, ‘mille persone, mille cuori umani sono attenti, aperti, che condividono con me l’attimo presente. Quando mille cuori battono allo stesso ritmo, ed il mio cuore batte con lo stesso ritmo loro: siamo diventati semplicemente uno’.

 
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